Tags: Acqua - Fake - Bufale colossali
I paroloni, il linguaggio tecnico: sono modi per confondere il proprio interlocutore.
Dal “latinorum” di don Abbondio, alle “supercazzole” di Tognazzi.
Parole che sembrano tecniche, ma che in realtà non hanno senso di esistere in quel contesto.
Sono delle trappole subdole, perché poca gente ha il coraggio e l’umiltà di dire “non ho capito”. Se lo dicessimo, daremmo l’impressione di non riuscire a seguire il discorso, o peggio, di non conoscere quelle parole.
Però nessuno ci ha mai chiesto di essere, ad esempio, esperti di fisica quantistica, a meno che non abbiamo una laurea in quell’ambito.
“So di non sapere”, lo diceva qualcuno di importante... si chiamava Socrate, o qualcosa del genere.
Sapevate di quel bel fatterello che passò alla storia come “la beffa del monossido di diidrogeno”?
Sveliamo subito l’arcano: questo nome in scientifichese non sta a indicare altro che l’acqua.
Elencando i modi in cui il monossido di diidrogeno possa essere dannoso (se arriva ai polmoni provoca morte da annegamento, partecipa al fenomeno delle piogge acide, se assunto in grandi quantità provoca malori, corrode molti metalli, allo stato gassoso può provocare ustioni…), certi burloni riuscirono a creare una vera e propria “petizione per il bando del monossido di diidrogeno”, che fu firmata da tanta gente ed anche da qualche delegato dell’ONU. Immaginate la faccia di tutti quando scoprirono di star facendo la guerra contro l’acqua.
Eppure bastavano trenta secondi: il tempo di chiudere facebook o aprire una seconda scheda in parallelo, cercare su google “monossido di diidrogeno” e leggere le prime tre righe di wikipedia.

Questo era un esperimento sociale, una burla. ma tanti articoli spazzatura funzionano nel medesimo modo e fregano le persone in tutto il mondo:
Fregano persone con paroloni.
Questo è un consiglio che dovremmo tutti seguire: quando non conosciamo una parola, cerchiamola. Ci vogliono davvero pochi secondi. Non dobbiamo neanche sforzarci di prendere il dizionario e sfogliare le pagine di quel librone pesante, dato che abbiamo su internet siti come il dizionario Treccani.
Non scandalizzatevi quando sentite “onde radio”, non urlate al complotto quando scoprite che nel vostro cibo c’è qualcosa di chimico. Basta il diploma delle medie per sapere che tutto è chimico e che tutto funziona per reazioni chimiche: l’acqua ha una formula chimica, il sale ha una formula chimica, pure le molecole che compongono gli arrosticini della nonna hanno una formula chimica.
Il consiglio si applica anche al di fuori della difesa dalle fake news. Prendiamo ad esempio le varie ordinanze che sono uscite durante la quarantena: molte, se non tutte, parlano il legalese, di conseguenza sono poco chiare di per sé. Cercare le parole che non si capiscono, può aiutare a decifrare meglio dei passaggi.
Tornando al fulcro: soffermatevi sulle parole che non conoscete, così quando Mariottide vi manderà il prossimo articolo sui microchip quantici impiantati coi vaccini, potrete dire anche voi “non ci casco!”
